Riscrivere un pensiero non vuol dire convincersi di qualcosa, né pensare positivo. Vuol dire metterlo per iscritto e verificare se è esatto.
Con le parole esatte che ti sono passate per la testa, non con una versione ripulita: «ho sbagliato di nuovo tutto». Ripulire la frase è già un modo per evitarla; sul foglio serve la versione grezza.
Valuta il disagio da 0 a 10. Quel numero servirà alla fine.
Quasi tutti i pensieri che fanno male seguono uno tra una decina di schemi: catastrofismo, lettura della mente, predizione del futuro, ragionamento emotivo. Capire quale sta agendo è già buona parte del lavoro.
Nel momento in cui lo schema ha un nome, smette di essere «un dato di fatto» e diventa un'abitudine di pensiero. E un'abitudine si può contestare.
Due colonne: prove a favore del pensiero e prove contrarie.
L'ordine conta. Comincia dalle prove a favore, onestamente. Se cominci da quelle contrarie diventa una discussione con te stesso, e si capisce che la risposta era già decisa. Serve a capire cosa è vero, e per questo bisogna essere disposti ad accettare che il pensiero possa avere una parte di ragione.
È il passo che regge tutto, ed è quello che si salta più spesso. Nessuno e niente può farlo al posto tuo, perché ciò che cambia il modo in cui lo stesso pensiero si presenta la volta dopo è proprio che le prove contrarie le hai cercate tu. Anche alle due di notte, con l'app chiusa.
Non una frase positiva. Una frase equilibrata: una sola, che tenga conto di entrambe le colonne.
Quasi sempre è più sobria del pensiero di partenza e della consolazione che ti verrebbe in mente. «Non è andata, e so perché. Ho passato di peggio» non commuove nessuno. Però è esatta, e a resistere alla prova dei fatti è la frase esatta.
Valuta di nuovo il disagio.
Può restare uguale. Non è un fallimento, è un'informazione. Un pensiero che non cambia dopo aver scritto le prove a volte indica qualcosa di reale, che chiede un'azione e non una discussione. Vale molto più di un numero sceso solo perché volevi che scendesse.
Chi promette che il numero scende sempre sta vendendo qualcosa.
Su carta funziona. La tecnica ha cinquant'anni ed è più vecchia di qualsiasi app che la implementi, questa compresa.
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